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Antonio Santucci

Antonio Santucci

Abita in Benevento, Italia · Nato il Febbraio 5, 1975
Info di base
Genere:
Data di nascita:
Febbraio 5, 1975
Località:
Ultimo accesso:
Settembre 25, 2014
Iscritto da:
Giugno 7, 2014
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Su di Me
Antonio Santucci è un pittore beneventano che fin da piccolo ha sempre espresso l’amore per il disegno, i colori e soprattutto per la figura umana, tanto da scrutarne tutti i particolari ed arrivare ad essere un pittore quasi totalmente iperrealista.
Antonio utilizza la tecnica dell’acrilico per dipingere per lo più volti, usa il colore su tela in maniera eccellente ed il suo tratto appare molto personale e deciso.
Ogni soggetto dipinto ha un incarnato differente che rende l’opera, ma più che altro la persona e l’anima pitturata, ancora più unica e autentica. Le pieghe della pelle e delle labbra, il colore dell’iride, la delicatezza dei capelli e la durezza del volto sono caratteristiche essenziali dei suoi dipinti.
Nelle sue opere le differenze tra uomo e donna si evincono palesemente, dal tratto quasi rude dell’uomo, all’eleganza disarmante della donna, dallo sguardo fisso e potente dell’uomo a quello sensuale e profondo della donna, dalla bocca serrata dell’uomo al leggero accenno di sorriso della donna.
I soggetti, dalle linee morbide e dagli occhi lucenti e profondi, appaiono sognanti, deliranti e amanti della propria esistenza.
Antonio esprime l’eleganza iperrealista della pelle, la arricchisce di dorature naturali, la modella sulla tela come fosse seta e la stropiccia come fosse carta, ne evidenzia il tempo che passa, butta fuori storie vissute ed esprime l’essenziale attraverso la corteccia rosea.

In uno dei suoi dipinti, “la ragazza dai capelli biondo miele”, il soggetto guarda l’osservatore e dona ad esso un leggero sorriso con le labbra, ma uno ancora più intenso lo regala con i suoi grandi occhi; occhi di chi esprime beatitudine senza vergogna, occhi scuri e lucenti che contrastano l’ombretto dalle sfumature lilla e azzurro, occhi che sanno raccontare giovinezza. Le guance rosee ed arrotondate rendono il viso angelico ed accogliente, un viso che non spaventa ma che rassicura chi lo guarda.


In un’altra tela il soggetto, stavolta maschile, viene nascosto dietro sbarre di ferro; dalla carnagione scura e dai tratti ocra, l’uomo sfida anch’esso l’osservatore, non lo rassicura come faceva la donna, ma semplicemente lo mette in guardia, non esprime dolore o pena di chi è stato limitato della propria libertà, ma aiuta chi osserva ad affrontare la propria esistenza, lo sfida a rialzarsi e a non finire come lui “in trappola”. Si esprime in questo dipinto una vera metafora di vita.

Osservando i lavori dell’artista mi viene in mente una citazione di Alessandro Morandotti:
“Meta suprema dell'Arte è di cogliere l'assenza delle apparenze.”
Antonio Santucci affronta la sua arte in maniera completa, scrutando attraverso la pelle l’essenza dell’anima.
Il suo percorso verso iperrealismo è dovuto alla continua ricerca di molteplici personalità e all’esplorazione di caratteri su cui riflettersi ogni istante in maniera differente.
Non lontano dal concetto di alter ego, Antonio cerca attraverso i suoi soggetti altre vite da poter vivere, come in un teatro la scena inizia quando i riflettori calano sulla pelle e sulle sue pieghe, e da lì inizia a raccontarsi.

“Di pelle di seta e profilo di lana
morbida accarezza le sue dita.

Il freddo complotto del suo iride
manda in frantumi la mia sagoma.

Regala donna la tua anima.”


Critica a cura di
Benedetta Spagnuolo